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La ribellione dei boppers

Pubblicato da Antonio Ferrero Cracas

Il be-bop e' nato nel 1944, nel cuore di Manhattan, precisamente nella Cinquantaduesima strada. Ed e' la musica che, nella storia del jazz, ha rappresentato la piu' autentica ribellione del creativo musicale afroamericano alla situazione di standardizzazione espressiva del swing craze: genere musicale che aveva subito un'inesorabile processo di commercializzazione. I musicisti della tradizione non tardarono a considerare folle quella nuova espressione che scompaginava le regole ormai codificate della loro musica. Quando alcuni jazzmen della tradizione di New Orleans e di Chicago, precisamente il batterista Dave Tough ed alcuni uomini dell'orchestra di Woody Herman, si recarono all'Onyx Club per ascoltare il quintetto di Dizzy Gillespie ed Oscar Pittiford, uscirono dal locale completamente frastornati di fronte a musicisti che si interrompevano di continuo, senza offrire a chi ascoltava la possibilita' di comprendere quando un assolo cominciava o terminava. Da qui le polemiche molto dure che videro schierati su due fronti, molto combattivi, i modernisti ed i tradizionalisti, con scambio di epiteti poco edificanti come quello di moldy figs, fichi fradici, con cui vennero spregevolmente definiti i tradizionalisti. Risulta chiaro che, in questa situazione nuova, sul piano di una completa rigenerazione del tessuto musicale, stava nascendo un modulo espressivo diverso ed antitetico di quanto il jazz era stato ed aveva rappresentato nella sua vicenda. Il giorno d'incontro al Milton's era di lunedi', perche' era quello il giorno di riposo delle grandi orchestre impegnate a far muovere i piedini alla borghesia bianca di Broadway. Una gran folla, soprattutto di curiosi, si addensava all'ingresso del piccolo club e tra i musicisti che si abbandonavano a fascinosi afrer hours c'erano jazzmen - celebri grazie allo swing - del calibro di Coleman Hawkins, Art Tatum, Teddy Wilson, Benny Carter, Chu Berry, Mary Lou Williams, e con loro molti altri giovani cultori della nuova musica, che provenivano dalle piu' disparate regioni degli Stati Uniti. Tra le nuove leve si affacciavano alla ribalta i personaggi che in seguito avrebbero fatto la storia del be-bop: Gillespie, Charlie Parker, Thelonius Monk, Kenny Clarke, Max Roach, per citare i piu' conosciuti. Tutti quanti suonavano un qualcosa che nessuno aveva mai sentito prima, in quanto frutto di esperienze personali. Per esempio, Parker aveva scoperto che era possibile realizzare un discorso sonoro estremamente fresco e mordente con un sapiente gioco d'anticipo sulla partitura tradizionale. Mentre il grande batterista Kenny Clarke aveva capito che utilizzando i piatti al posto della grancassa avrebbe prodotto lo stimolo di un accompagnamento vivo e vitale, fuori dagli schemi del tradizionale beat della batteria.
(Tratto dalla "Storia del Jazz" di Walter Mauro) Nella foto il mio maestro Enrico Lucchini, con il suo maestro Kenny Clarke, a Parigi.


Charlie Parker Sessions