Il Blues

Pubblicato da Antonio Ferrero Cracas

Se il canto spirituale riflette la componente religiosa, ben congiunta a quel senso di sacralita' e di identificazione nel martirio di Cristo che la storia del Cristianesimo comporta, il blues a sua volta esprime l'aspetto profano del conflitto di razza, in una condizione di succube esistenza che la tematica religiosa degli spirituals si era sforzata di lenire attraverso il diretto rapporto uomo-fede. Sicche' il canto religioso ando' assumendo una funzione ed un ruolo diversi, d'intrattenimento se si vuole, privilegiando quei temi dell'amore terreno strettamente connessi allo stato di soggezione e di emarginazione, in cui il nero si trovava a vivere nelle regioni del Sud degli States. Percio' tra il country blues (nato nelle campagne attorno al Mississippi) ed il city blues (sviluppatosi nelle metropoli d'America all'indomani della grande migrazione verso i grandi centri urbani) esistono delle differenze che riguardano sia le scelte tematiche che l'aspetto puramente tecnico dell'esecuzione musicale. Non va infatti tralasciato di ricordare che il blues, dopo una stagione iniziale dominata dal canto solistico, successivamente ha avuto dapprima un accompagnamento di chitarra, poi di pianoforte e di altri strumenti di raccordo del blues-singer, confuendo infine nel blues strumentale, che gia' va a far parte della storia della musica jazz.
(Tratto dalla "Storia del Jazz" di Walter Mauro)


Ma perche' il nome blues? Innanzi tutto questa forma musicale vocale e strumentale e' caratterizzata da una struttura ripetitiva di dodici battute: ossia l'insieme di valori compresi da due linee verticali poste sul pentagramma chiamate stanghette. La misura puo' essere di due tipi: semplice o composta. E puo' essere di quattro forme: binaria, ternaria, quaternaria e mista. Il tipo e la forma di una misura e' rappresentato da una frazione che stabilisce il ritmo, la quantita' dei valori che puo' contenere e gli accenti metrico e ritmico. Mentre il nome deriva dalla famosa blue note che in pratica e' una nota corrispondente a uno dei gradi III, V e VII della scala maggiore abbassati di un semitono e suonata o cantata in maniera leggermente calante. Il significato dell'aggettivo inglese blue e' connesso all'associazione tra il colore blue ed un senso di nostalgia e tristezza tipico della musica afro-americana.
(Tratto da Wikipedia)

Un esempio di spartito blues (Blues for Alice di Charlie Parker)

Aberdeen Mississippi Blues


8 commenti:

marianna micheluzzi ha detto...

Carissimo, se ho ben capito, il "blues" è una evoluzione degli spirituals.
Evoluzione perchè si passa dal sacro della preghiera ad una presa di coscienza laica, che, per altro, si espande nei villaggi e nelle città dal SUD fino verso il NORD dell'America Settentrionale.
Intrigante l'accostamento tra la parola "blues" e la nostalgia tipica dei contesti degli afro-americani.
Guarderò il blue come colore, d'oggi in avanti, con altri occhi.
Grazie, Antonio. Buona giornata.
Marianna.

Antonio Cracas ha detto...

E' esattamente così.

Grazie a te.
A presto

marianna micheluzzi ha detto...

Carissimo Antonio perchè complichi le cose?
Ho visto che è ancora più difficile accedere a "Bloggando Jazz".
Abbi pietà!! Lascia le cose come erano fino ad ieri.
Ti abbraccio. Marianna.

Antonio Cracas ha detto...

Cosa ho cambiato?

Anonimo ha detto...

Come cosa ho cambiato? Prima dal tuo blog de La stampa cliccavi e potevi accedere direttamente a "Bloggando Jazz". Ora hai messo qualcosa che non mi porta da nessuna parte. Guarda che ti scrivo cercandoti sul motore di ricerca ossia da Google.
E' troppo chiederti di fare come ieri in modo che sia più agevole per me e per gli altri?
Buon pomeriggio.
Marianna

bourbaki ha detto...

the blue mood...
anyway carino questo appuntamento quotidiano col jazz

Roberto ha detto...

Da appassionato che "cerca" in rete altri appassionati ti do il benvenuto nella ristretta comunità di bloggers jazzofili. Il tuo spazio mi pare propedeutico, rivolto sia al neofita che all'"esperto". Con altri amici da tempo abbiamo costruito una Jazz Community di bloggers, è un piacere aggiungerti nei links di riferimento. A rileggerti presto...
Roberto

Antonio Cracas ha detto...

Grazie Roberto!!
A presto